Sotto il pallone

Monday, November 03, 2003


Due cose, anzi tre. Prima di tutto, sotto i miei occhi o quasi, il Venezia ha trionfato ieri in casa col Bari. Sotto i miei occhi perché ero impegnato a seguire professionalmente Ancona-Siena 0-0 ma c'erano degli 'inserti', per la mia gioia di tifoso, di Venezia-Bari. Inutile dirlo, ora ci schiaffo il tabellino, ma lo prendo, stavolta, dalla Gazzetta, va'. Niente da fare: Gazzetta.it non pubblica i tabellini, e figuriamoci se mi metto a copiarlo a mano dal giornale. Vediamo Corriere.it... Niente, anche Corriere.it è avido di tabellini, e allora "Corriere adriatico", suvvia, che forse l'ha fatto proprio con Chilometri, poi controller?.

Venezia (4-4-2): Soviero, Turato, Calori (18' st Bianchi), Giubilato, Maldonado, Brellier, Anderson, Amerini, Babù (21' st Miramontes), Fantini, Guidoni (47' st Fernandez). A disp. Benussi, Islas, Orfei, Nelinho. All. Gregucci
Bari (4-3-1-2): Battistini, Brioschi, De Rosa, Von Schwedler, Mora, Bellavista, Markic (40' st Lipatin), Pizzinat, Cordova, Motta (30' st Valdes), Spinesi. A disp. Spadavecchia, Candrina, Ingrosso, Berardi, Brambilla. All. Tardelli.
Arbitro: Bergonzi di Genova.
Reti: 23' pt Brellier, 26' pt Cordova, 38' st Anderson, 44' st Miramontes, 46' st rig. Spinesi.
Note: ammoniti Mora, Giubilato e Markic per gioco falloso. Recupero 1' pt, 3' st. Spettatori: 2.177 per un incasso complessivo di Euro 18.293,38.


Non è di Chilometri: i nostri per la serie B danno l'incasso approssimato: avremmo scritto 2.000 circa, se il corrispondente lo calcolava a occhio, oppure 2.200 circa, se lo approssimavo io, per esempio, su una cifra esatta. Comunque fino a oggi non ho avuto il piacere di seguire professionalmente una partita del Venezia, nemmeno a livello di prendermi il tabellino dal corrispondente. E c'è anche un'altra cosa che vorrei fare e non ho mai fatto: vedere lo stadio del Venezia, fra Sant'Elena e l'Arsenale. Rivedere Venezia, comunque: succederà? Ma questo è un sito di calcio, e mi sto perdendo in ricordi, non va bene. Avevo detto due o tre cose. La seconda? Ah sì, mi è ritoccato fare il commento dell'Ancona: Ancona-Siena, a 'sto giro. Lasciamo perdere. In tutti i casi adoro seguire il calcio minore: difficilmente potrei seguire con tanta passione Milan-Juve (1-1, avrei detto 0-0). Sono partite che non vuole fare nessuno: se non le faccio io...
La terza cosa è forse la più interessante: la comunità europea, finalmente, dà una raddrizzata alla prepotenza del nostro governo e del nostro calcio e un signore illuminato, tale commissario Monti, decide che le squadre di calcio devono pagare le tasse proprio come tutti gli altri. C'era un bel corsivo, oggi, di Michele Serra su Repubblica a questo proposito. Vediamo se riesco a beccarlo gratis su qualche sito mirror di Repubblica.it. Macché mi si ripropone la pagina a pagamento del quotidiano, li mortacci, e meglio così, forse, visto che se no avrei copiato e incollato e ospitato qua sopra il bell'articolo di Serra, come esempio che raramente dormitat Homerus e sui giornali si può leggere qualcosa di non scontato e non noioso. Però magari Repubblica se ne sarebbe accorta, e anche Serra si sarebbe incazzato, e mi avrebbero fatto chiudere il mio bel sito e fatto licenziare, cosa che un giorno avverrà se mi ostino a rubare i tabellini in giro per il mondo. Comunque mi secca, poiché questo articolo ("L'Italia statalista del calcio") l'avevo cominciato a leggere in redazione quando sono stato spedito alla Federcalcio. Ah! Ho parlato con Trapattoni, faccia a faccia! Forse è una cosa cui i lettori possono essere interessati, invece di sentire le mie solite fregnaccie introspettive. Non era la prima volta che accadeva, comunque: e proprio oggi alla Federcalcio chi entra? Eh? Il Trap in persona. Eravamo tre giornalisti, e all'entrata non ci ha cacato di striscio. Ma all'uscita ero solo io, che dei due colleghi l'uno stava al cellulare a dettare non so cosa (lo leggerete sulla Gazzetta di martedì, se volete) e l'altro stava alla macchinetta del caffé della Figc. E quindi esce Trapattoni, e c'era solo il vostro Za' a raccoglierne due righe prima che s'infilasse in un'auto blu per svanire nel traffico pariolino di via Allegri. Trapattoni è un uomo piuttosto basso e segaligno, non vi guarda mai negli occhi, di persona, e si vede che è stato un atleta, nonché un centrocampista, per inciso, che correva da una parte all'altra del campo come un forsennato, visto che all'età sua è piuttosto asciutto, il che non si può dire di Ct anche più giovani. Sta sempre piantato come se avesse due valigie in mano di venti chili (e non ce l'ha) e ha quel tono fra il serio e lo scherzoso che hanno certi dirigenti d'azienda del Nord che s'incontrano al villaggio vacanze dove hanno portato la famiglia per tre settimane, l'aria di chi è in vacanza e pensa ad altro, a cose noiosissime di cui nessuno di noi vorrebbe in vacanza parlare (es. l'andamento delle vendite autunnali di un certo semilavorato polimerico, o la rete di franchising di un'azienda che distribuisce piccole macchine agricole, cose così). Ecco, così sembra il Trap, se ho reso l'idea, quando lo incrociate in conferenza stampa. Ma forse nessuno di voi è mai stato al villaggio vacanze e ha incrociato il direttore commerciale di una fabbrica di autoricambi. Meglio così: ora che ci penso non so se sia successo a me o sia tutta letteratura. Volevo parlare dell'Europa che castiga tutti insieme Berlusca, Galliani, Sensi, Totti, Longo, ecc. ma ci sarà occasione di riparlarne in settimana, a 'sto punto, che ho finito per dedicare il post al mio breve incontro coll'attuale Ct degli Azzurri il quale, lo dico fin d'ora, arriverà in finale o in semifinale agli Europei dove comunque perderemo con la Spagna, ricordatevelo quest'estate (si è qualificata, la Spagna, no?).

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