Sotto il pallone

Friday, September 26, 2003


Caso Totti. Un giornalista scrive sul "Radiocorriere Tv" un po' di mondezza su Ilary, Totti, Montella e Cassano e il capitano s'incazza. A titolo di cronaca riporto il pezzo incriminato, dal Radiocorriere del 25 settembre, Mauro Di Francesco scrive

Dovete sapere infatti che oltre a Fazio, appare l'inutile Blasi, nota solo per essere la fidanzata ufficiale del cosiddetto "pupone", il coattone-foca del circo messo su dalla squadra di calcio della Roma (dove figurano anche un bulletto barese con l'orecchino al naso e un napoletano che non vola più) autore dell'unico libro che insieme alla crik e crok Ilary hanno letto insieme, una pagina per ciascuno indicando col ditino incerto ciascuna parola.

Vergognarsi, Di Francesco. Non tanto per i commenti che, al di là del merito, sono poco spiritosi, quanto perché non si sputa nel piatto dove si mangia. "Inutile Blasi", scrive questo signore: vorrei che ci spiegasse, di grazia e una per una, l'"utilità", intrinseca o estrinseca, di Simona Ventura, Elisabetta Canalis, Miriana Trevisan, Barbara Chiappini, Flavia Vento, Laura Freddi, Valentina Pace, Alessia Marcuzzi, Maria De Filippi, Michelle Hunziker, Paola Barale, Mara Venier.

Tuesday, September 23, 2003


Due cose, anzi tre. Anzitutto, bentornato campionato. Bentornato campionati, per meglio dire: 18 squadre in serie A e una cosa come 24 in serie B. Aggiungiamoci Coppa Italia, Champions League e Uefa e, per completare il quadro, la nota che nel mondo del giornalismo sportivo non sono aumentate le assunzioni, ma si tende a moltiplicare le ore lavorative straordinarie (non pagate) di chi c'era prima e anzi al Corriere dello Sport hanno fatto fuori una dozzina di persone e il quadro della stagione a venire sarà un po' più nitido: grazie Carraro.

La seconda cosa riguarda sempre il gioco del calcio. In Usa ci sono i mondiali femminili. Il calcio femminile, per quanto mi consta, è uno sport noiosissimo e questa è una conclusione che ho tratto occupandomene professionalmente. Perché? Perché, tanto per fare un esempio, il tennis o lo sci femminile non sono noiosi e il calcio femminile invece s?? La mia risposta è che ormai anche il calcio maschile è noioso, e pertanto figuriamoci quello femminile. Comunque andrebbe seguito visto che, come in tutte le manifestazioni mondiali e misconosciute, ci sono delle curiosità divertenti. Per esempio i nomi delle calciatrici brasiliane. Secondo la tradizione brasiliana un mucchio di calciatori hanno il nome di battesimo che impegna tre righe nella carta d'identità e per?, in quanto calciatori, sono autorizzati a ridurlo a tre o quattro lettere (caso paradigmatico: Edson Arantes do Nascimento = Pelè). Anche le ragazze, la cui onomastica sarebbe aggravata in alcuni casi dallo sposarsi e dal nome del marito, lo fanno. Ed ecco la formazione del Brasile, categoria donne, che ha giocato contro la Corea del Sud l'altroieri, vincendo per tre a zero: Andreia, Simone, Juliana, Tania, Renata Costa, Formiga (44' st Priscila), Marta, Rosana, Maicon (23' st Cristiane), Katia, Daniela. Colpisce che siano quasi tutti nomi di battesimo, e che non vi siano casi di omonimia in formazione.

Per ultima, la cosa più importante che volevo dire sul calcio: viva la Rai! Viva la Rai. Mi viene voglia di vestirmi con le piume e andare a viale Mazzini a sculettare cantando tipo Renato Zero. Perché? Mo' lo spiego: è un discorso legato sempre alla serie B. Quest'anno mi hanno appioppato un bel lavoro, sulla B: il quadernone. Non ho mai parlato dei quadernoni, che sono - mi si dice - un malcostume diffuso nelle redazioni sportive: si tratta, squadra per squadra, di annotare scrupolosamente su un quaderno tutti i dati che si desumono da una certa giornata di campionato: risultati e classifiche, formazioni, sostituzioni, marcatori, ammoniti ed espulsi. Di tutti i giocatori. A mano. Su un quadernone. Fa ridere, lo so, che persone adulte si mettano a fare il quadernone: ma scegliere lo sport come argomento di lavoro esprime evidentemente un rifiuto di crescere di cui suo malgrado può far le spese chi credeva di essere quasi un uomo fatto, e poi gli ammollano il quadernone di serie B da aggiornare per tutto l'anno e scopre che non era vero. Tipo me. Il nostro quadernone, tanto per distinguersi ed eccellere sugli altri quadernoni di serie B delle redazioni sportive mondiali, deve riportare un dato in più che non si desume dai tabellini del giornale: il piede con cui è stato segnato il gol, o viceversa se è stato segnato di testa. Come si fa a saperlo? Bisogna vedere le partite! E annotare. O viceversa guardare i servizi sulle partite o sui gol della serie B. E annotare. Il compito non è banale: i gol della B li trasmettono a ore variabili e su canali variabili, normalmente dopo l'una di notte, soprattutto irregolarmente. Qualcuno l'avrà intuito: vedere i gol della B e annotare i dati sulla natura dei gol è una rogna tale che potrebbe convincere un discreto professionista come - credo - chi scrive a dare le sue dimissioni, tout court, e impiegarsi da Blockbuster, da Upim, o in qualunque altro luogo nel quale non si debbano fare quadernoni. E non si debba passare la notte davanti alla Tv con il quadernone sottomano aspettando il servizio su Piacenza-Napoli o Genoa-Palermo, magari confinato nell'intervallo di trasmissioni notturne come i Programmi dell'accesso o Protestantesimo. E allora? Allora viva la Rai. Sul suo sito Internet mamma Rai mette i servizi di B a disposizione di chi vuole vederseli sul computer senza beccarsi, prima, 'na lezione di ingegneria o un'intervista di Marzullo. I gol della B da vedere quando vuoi, dove vuoi, con chi vuoi. Viva la Rai: giuro che quando l'ho scoperto ero quasi tentato di pagare il canone.

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