| Sotto il pallone |
|
Thursday, May 22, 2003
1984-85, Verona campione d'Italia. Bei tempi. Chi vinceva beccava due punti e il ruolo di un giocatore si desumeva dal numero di maglia. E quando la squadra iniziava la partita le magliette erano numerate da 1 (il portiere) a 11 (l'ala sinistra). Ed ecco un tabellino storico che ricostruisco tanto per illustrare ai miei lettori la forza dirompente di una squadra senza mostri.
Campionato serie A 1984/85, quinta giornata - 14 ottobre 1984. Stadio M.A. Bentegodi di Verona Verona-Juventus 2-0 Verona: Garella, Ferroni, Marangon L., Tricella, Ferroni, Briegel, Fanna (42' st Bruni), Volpati, Galderisi (44' st Donà), Di Gennaro, Elkjaer A disp.: Spuri, Marangon F., Turchetta. All. Bagnoli Juventus: Tacconi, Favero, Cabrini, Caricola (20' st Vignola), Scirea, Pioli, Briaschi, Tardelli, Bonini, Boniek, Rossi (1' st Platini). A disp. Bodini, Prandelli, Limido. All. Trapattoni Reti: 17' st Galderisi, 36' st Elkjaer Arbitro: Bergamo di Livorno Con questa formazione e con questa vittoria i gialloblu andavano a nove punti, in un campionato che avrebbero condotto interamente in testa alla classifica, finendo per vincere lo scudetto con 43 punti, davanti a un Torino di tutto rispetto come quello di quegli anni Ottanta. Wednesday, May 21, 2003
Ormai di calcio ci capisco. Sto elaborando una serie di teorie personali, addirittura. So il giusto numero di numeri, mi sono riabituato a vedere le partite, spesso durante le partite stesse riesco addirittura a porre attenzione al gioco. A concentrarmi sul gioco. Per esempio ecco la teoria che sto elaborando da un po' di tempo e trova conferma in un fatto calcistico di ieri sera, coppa Italia, finale di andata, Roma-Milan 1-4. Cominciamo dal tabellino, va', che tanto per non infierire troppo sulla mia agenzia questa volta, e per equità, voglio zottare al Corriere della Sera. Coi voti.
Roma-Milan 1-4 Marcatori: Totti 28’ p.t.; Serginho (rig.) 17’, Ambrosini 25’, Serginho 28’, Shevchenko 44’ s.t. ROMA (3-5-2): Pelizzoli 5; Zebina 5, Samuel 5, Panucci 4; Cafu 5 (Guigou s.v. 41’ s.t.), Tommasi 5,5, Emerson 6 (De Rossi s.v. 34’ s.t.), Dacourt 6, Candela 4,5; Cassano 5,5 (Delvecchio s.v. 30’ s.t.), Totti 6,5. All: Capello 4 MILAN (4-4-2): Abbiati 7,5; Simic 6 (Kaladze s.v. 24’ s.t.), Laursen 6, Roque Junior 6, Helveg 6,5; Brocchi 7, Ambrosini 7, Redondo 6, Serginho 7 (Dalla Bona s.v. 41’ s.t.); Tomasson 7 (Shevchenko 7 27’ s.t.), Rivaldo 6,5. All: Ancelotti 8 Arbitro: Paparesta 6 Ammoniti: Cafu, Tomasson, Ambrosini, Brocchi, Panucci, Abbiati, Helveg RITORNO: 31/5 a Milano Niente Inzaghi, niente Nesta, niente Maldini, niente primedonne in un Milan che per la prima volta quest'anno gioca bene, mentre invece la Roma, con Totti addirittura tenuto a riposo domenica scorsa per preparare la sfida di oggi, becca quattro picchi, e del resto non si capisce perché avrebbe dovuto vincere la coppa Italia, alla fine di una stagione ridicola. Morale? Le squadre senza superstar giocano meglio, non c'è dubbio. Non c'è nessun dubbio, ma nessunissimo dubbio. Non dico che debbano essere tutti superseghe tranne Recoba come avviene per es. all'Inter. Però la regola vale, e fra poco darò qualche esempio concreto: non ora che devo andare a pranzo. Bensì ora, che ho magnato. E ho sbagliato, sbaglio alimentazione. Ma questo non ha a che fare col calcio, o comunque ha poco a che spartirci. Stasera mi farò una bella cenetta. Ora nominiamo le squadre fiche senza il numero 10 che comanda e stracomanda, negli ultimi anni, ovviamente, anzi a partire dall'82, mondiali di Spagna, la vera partita dimenticata di tutti i tempi dell'Italia. E anche qui zotto un bel tabellino da Rsssf, uno di quei siti in grado di spostare i termini dell'annosa questione se il calcio sia o no traducibile in numeri e tabellini. Si tratta di un tabellino talmente storico che lo riporto in due varianti 29.06.82 (17.15) Barcelona, Estadio Sarria ITA - ARG 2:1 (0:0) (~43000) Rainea ROM, Galler SUI, Lacarne ALG ITA: Zoff (c) - Gentile, Cabrini, Collovati, Scirea - Tardelli, Antognoni, Oriali (76 Marini), Conti - Rossi (81 Altobelli), Graziani ARG: Fillol - Olguin, Galvan, Passarella (c), Tarantini - Gallego, Ardiles, Maradona, Bertoni - Diaz (59 Calderón), Kempes (59 Valencia) 1:0 Tardelli 55, 2:0 Cabrini 67, 2:1 Passarella 83 f booked: Rossi, Gentile / Ardiles, Kempes, Maradona sent off: Gallego (84) 396. Barcelona (Estadio Sarrià) - Tuesday, 29 June 1982 - h. 17,15 ITALIA - ARGENTINA 2-1 (0-0) III FIFA World Cup (Final Phase, Second Round, Group C, 1st Match) ITALIA: Zoff (Juventus) 103 (cap.), Gentile (Juventus) 60, Cabrini (Juventus) 37, Oriali (Inter) 22 (75' Marini (Inter) 14), Collovati (Milan) 30, Scirea (Juventus) 53, B. Conti (Roma) 17, Tardelli (Juventus) 59, Rossi (Juventus) 24 (80' Altobelli (Inter) 11), Antognoni (Fiorentina) 64, Graziani (Fiorentina) 57. Ct: E. Bearzot. Subs bench: Bordon (Inter), Bergomi (Inter), Causio (Udinese). ARGENTINA: Fillol, Olguin, Tarantini, Gallego, Luis Galvan, Passarella (cap.), Bertoni, Ardiles, Diaz (58' Calderon), Maradona, Kempes (58' Valencia). Coach: L. C. Menotti. Subs bench: Baley, Van Tuyne, Barbas. Referee: Rainea (Romania). Scorers: 57' Tardelli, 67' Cabrini, 83' Passarella (A). Attendance: 43,000 Note: Gallego sent off at 84' Un bel regalo, eh? I tabellini di un'Italia data per perdente, avvinta dalla mediocrità, con in campo calibri del livello di Marini, di Oriali, di Graziani, che fece secca l'Argentina in un memorabile pomeriggio di sole avviandosi a vincere nientemeno che i Mondiali di calcio, roba cui 'sti supercampioni tipo Vieri, Totti o Inzaghi non sono nemmeno andati vicini. L'obiezione potrebbe essere che c'era Rossi. Obiezione respinta: Rossi (il quale, sia detto per inciso, era veramente un campione) era giudicato un rottame, all'epoca, tutta Italia lo considerava un avanzo del calcioscommesse, e mi ricordo che sentivo addirittura invocare Altobelli, ditemi voi. Una giusta obiezione potrebbe essere che non sempre la mediocrità paga, e questo è vero: guardate quest'altra Italia, in un altro tabellino che illustra uno dei momenti più fatali e dimenticati della storia dei nostri azzurri. 432. Mexico (Estadio Olimpico) - Tuesday, 17 June 1986 - h. 12,00 ITALIA - FRANCE 0-2 (0-1) IV FIFA World Cup (Final Phase, Second Round, 1/8 final) ITALIA: G. Galli (Fiorentina) 19, Bergomi (Inter) 31, Cabrini (Juventus) 68, Baresi I (Inter) 18 (46' Di Gennaro (Verona) 15), Vierchowod (Sampdoria) 27, Scirea (Juventus) 78 (cap.), B. Conti (Roma) 47, De Napoli (Avellino) 5, Galderisi (Verona) 10 (57' Vialli (Sampdoria) 8), Bagni (Napoli) 30, Altobelli (Inter) 43. Coach: Bearzot. Subs bench: Tancredi (Roma), Nela (Roma), Tardelli (Inter). FRANCE: Bats, Ayache, Amoros, Fernandez (73' Tusseau), Bossis, Battiston, Tigana, Giresse, Rochetau, Platini (cap.) (85' Ferreri), Stopyra. Coach: H. Michel. Subs bench: Rust, Le Roux, Bellone. Referee: Esposito (Argentina). Scorers: 14' Platini, 57' Stopyra Attendance: 70,000 Chi sostenesse che questa Italia era mediocre avrebbe ragione. Ma forse non era mediocre, era proprio scadente, ribatto io: la mediocrità contiene un suo eroismo, una sua grandezza, che può connotare il gioco di Ciccio Graziani ma, direi, non quello di Beppe Baresi o di Di Gennaro. Ma andiamo avanti, vediamo le altre grandi vittorie di squadre senza numeri 10 di lusso. A cominciare da...
|