Sotto il pallone

Wednesday, April 16, 2003


Partitaccio duro, ma anche ieri Chilometri ha vinto: 4-3 contro Rainews24 e siamo primi a punteggio pieno. Io ho rischiato il collasso per quanto sto fuori forma, e ho cacciato fuori un po' di grinta, tanto per perdere tempo, minacciando almeno due avversari. Nel campo mi succede qualcosa, la gente si spaventa, funziona, è quasi bello, senz'altro gratificante. Ma avevo promesso che avrei pubblicato il mio commento allo zero a zero di domenica scorsa fra Modena e Lazio. Detto fatto, eccovelo qui, cari lettori, senza correzioni, ma brutalmente com'è uscito il lancio (e il tabellino).

Modena-Lazio 0-0
Modena, 13 apr. - Niente gol, zero a zero, Modena e Lazio si prendono un punto a testa, che di questi tempi sta bene a tutti quanti, giocatori, tecnici, e anche pubblico. In Champions League si arriva anche a piccoli passi, e con il Parma e il Chievo che hanno perso a Roma e a Empoli, il piccolo passo avanti dei biancocelesti per oggi è fatto. E a piccoli passi si resta in serie A: il Modena a questa giornata poteva anche chiedere di più, ma al di là del risultato e della classifica, che vede solo l'Empoli avvicinarsi agli emiliani, a livello di gioco la squadra di De Biasi la serie A se la merita. Per Mancini era importante scuotere la squadra dopo la partitaccia di Oporto, e coraggiosamente l'allenatore compie una piccola rivoluzione: tra le più vistose l'arretramento di Cesar, che parte in difesa a destra, e lo schieramento di Lazetic sulla sinistra a centrocampo. Fiore comincia in panchina, Pancaro e Favalli in tribuna, l'unica conferma è la solita coppia d'attacco di campionato: Corradi e Claudio Lopez, quest'ultimo alla sua centesima presenza in biancoceleste. Nel Modena era in dubbio Colucci, che in settimana ha avuto problemi muscolari e che invece parte titolare, vicino a Kamara, dietro a Vignaroli unica punta. Partenza lenta: il Modena appare la squadra dignitosa e tenace di inizio campionato, la Lazio costruisce bene e controlla. Poche le idee in avanti, però, dove l'intesa fra attacco e tre quarti biancocelesti stenta a manifestarsi. Al 15' Stankovic ha un pallone d'oro davanti a un buco della difesa emiliana, nel quale s'infila in velocità Claudio Lopez, ma lo slavo ignora il compagno e tira piano, quasi un passaggio al portiere. Non è l'unica volta che in avanti i biancocelesti fanno fatica a trovarsi. È un segno di crepe nel gruppo esaltato finora per la sua compattezza? Forse sì, e il Modena ne approfitta per uscire fuori, comincia a giocare meglio e di più. Il primo vero brivido per Peruzzi lo provoca il compagno Oddo con un retropassaggio di testa spiazzante: il portiere rimedia, ma la Lazio appare in affanno e subisce il gioco degli emiliani. Al 40' Liverani trattiene Vignaroli per la maglietta dentro l'area, lontano dalla palla e Messina non se ne accorge. Due minuti dopo l'occasione più limpida della partita è ancora per il Modena: Campedelli se ne va via di forza sulla destra e fa partire un cross dal fondo che scivola davanti a Peruzzi per tutto lo specchio della porta e finisce sui piedi di Cevoli: da quattro passi il difensore tira fuori. De Biasi può andare negli spogliatoi fiducioso; un po' meno Mancini, ma comunque non ci sono cambi fra il primo e il secondo tempo, che ricomincia con il Modena brioso e la Lazio sempre assopita. Troppo assopita, e dopo 8' Mancini mette dentro Fiore al posto di Liverani, nervoso e scoordinato. Fiore è uno che segna, e questa Lazio ha voglia di ricominciare a vincere fuori. Ma anche il Modena a questo punto vuole farcela e De Biasi fa entrare una punta, Sculli, al posto di Colucci. Non cambia molto, però: semplicemente le squadre si allungano, il gioco scade, diventa frammentario e anche scorretto. Anche l'ingresso di Simone Inzaghi più tardi appare una formalità in una partita che a questo punto anche Mancini è contento di pareggiare. E finisce 0-0, con una sola occasione limpida, al 37', quando Corradi spedisce alto di testa da pochi metri, e con la Lazio che chiede poco dopo il rigore per un tocco di braccio di Mayer in area. Alla fine chi prende più applausi è Giacomo Ferrari, uno dei protagonisti dell'ascesa emiliana dalla C1 alla A: entrato in campo al 36' del secondo tempo, l'attaccante è al suo debutto in serie A. E ha 35 anni: meglio tardi che mai.
Modena (3-4-2-1): Ballotta; Mayer, Cevoli, Ungari; Campedelli (23' st Scoponi), Marasco, Milanetto, Balestri; Colucci (14' st Sculli), Kamara; Vignaroli (36' st G. Ferrari). A disp. Zancopè, Pavan, Mauri, Quaglia. All. De Biasi
Lazio (4-4-2): Peruzzi (23' st Marchegiani); Oddo, Negro, Mihajlovic, Cesar; Lazetic (36' st S. Inzaghi), Giannichedda, Liverani (8' st Fiore), Stankovic; Corradi, Claudio Lopez. A disp. Colonnese, D. Baggio, Simeone, Fernando Couto. All. Mancini.
Arbitro: Messina di Bergamo. Note: ammoniti Milanetto, Mayer, Corradi, Giannichedda, Ungari, Negro, Marasco. Recuperi 1' pt 4' st. Spettatori 13.821 spettatori per un incasso di 262.726,00 euro (1.059 paganti per un incasso ai botteghini di 19.062,00 euro; 12.762 abbonati per una quota di 243.664,00 euro).

Monday, April 14, 2003


Amare i tabellini

È tardi e dovrei essere già sotto le pezze a preparare la partita. Ma prima voglio raccontare una piccola illuminazione che ho avuto in una mattinata pazzesca passata a rottamare un motorino che mi avevano rubato due anni e mezzo fa. Al commissariato un ispettore gentile mi riceve per darmi una copia della denuncia. Io, che con le istituzioni sono un leccaculo pazzesco, tanto più se incontro persone gentili come questo ispettore, adocchio in un angolo la Gazzetta e non perdo occasione per darmi importanza facendo notare che sono un giornalista sportivo (lo sono! non tra i migliori, forse, ma lo sono).
"È sua la Gazzetta?" gli ho fatto. "Sì", risponde lui: "Mi piace prenderla il lunedì, e poi la leggo in due o tre giorni: la serie C, i dilettanti..." Mi sono illuminato. Questo signore la leggeva tutta: avevo a che fare con un raro lettore di tabellini. "Vede?" mi fa aprendo il giornale dopo che io avevo manifestato la natura del lavoro che faccio, "Qui è tutto bene ordinato. Leggo i nomi... A volte riconosco qualcuno..." Un lettore di tabellini li legge, sì, per amore del calcio, ma soprattutto per amore dell'astrazione, dell'ordine, dell'armonia di una scrittura che in questo particolare oggetto si manifesta al suo gradino più limpido e puro. Conoscere un lettore di tabellini in carne e ossa, nella figura concreta di un ispettore di polizia mi ha dato fiducia in me stesso e mi ha fatto sentire, per una volta, un giornalista vero. Grazie, ispettore, oltre a darmi la fotocopia di una denuncia che avevo fatto alla fine del 2000, ha dato un senso alla mia giornata. Ormai mi farebbe orrore consegnare un tabellino sciatto: a queste persone, a questi lettori della Gazzetta o del Corriere dobbiamo un rispetto enorme. Non esiste, in nessun altro ramo del giornalismo, un lettore così puro e nobile, che abbia un senso della notizia sviluppato spesso più di quanto non accada in chi scrive. D'ora in poi non m'inventerò mai più un recupero, faccio voto, e anzi domani, dall'ufficio, mi impegno a pubblicare commento e tabellino di Modena-Lazio 0-0, tutto fatto da me nella giornata di domenica. Domani, dopo la nostra partita, dove arriverò un po' barcollante per aver fatto tardi stanotte a scrivere questa bella storia avvenuta in una giornata per il resto abbastanza storta.


Vittoria anche sul Corriere dello Sport, che si diceva squadra tosta. Ma non ho segnato, quindi mi annoio. Cioè, è bello vincere in uno sport, c'è un bel clima nella collettività. Ma nulla è paragonabile al trionfo individuale, anche come soldi vinti (quando si vince). Domani c'è RaiNews24, intanto nel derby il Milan ha vinto con l'Inter 1-0 e la Juve ha fatto pari a Bologna: la situazione attuale è Juve 61, Milan 55, Inter 55. Mancano sei giornate. Campionato chiuso? Secondo me sì: vince l'Inter.