| Sotto il pallone |
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Tuesday, April 08, 2003
Ci siamo. Comincia il Torneo Grandi Firme, al quale sono registrato sotto falso nome, e non so manco il nome falso con cui mi hanno segnato, figurarsi. Succederà uno scandalo: a metà del torneo diverrò veramente famoso, veramente una conclamata "grande firma", mi riconosceranno, finirò su tutti i giornali, tipo Luciano/Eriberto. Non me ne importa però: vogliamo mettere la soddisfazione di giocare in attacco contro la Rai? M'immagino la platea piena zeppa di veline: si chiederanno "Chi è il numero 11? Il più fico di Chilometri...?". E chi era, sotto falso nome? Io: il vostro sotterraneo, invisibile Zacka tho Cracka, la coscienza dell'underworld del calcio che conta. A dopo.
* * * Vinto, quattro a tre: la moderata soddisfazione di aver vinto con la Rai è stemperata da due fattori. Primo, me sento mori': non giocavo a quest'ora e con questo agonismo da almeno quindici anni, e mo' mi sembra di avere la Sars; secondo: non ho segnato, e vanaglorioso come sono, figurarsi. Monday, April 07, 2003
È finita pari! Ci avevo azzeccato: ogni tanto succede. Si è visto un po' di calcio come si deve, ieri sera a San Siro. Squadre lunghe, difese sbalestrate, centrocampisti che si vedevano passare il pallone sopra la testa, altro che calcio moderno, altro che 4-4-2. Facciamo il classico ritorno: come è cambiato il calcio. Fino a non più di dieci anni fa c'erano questi ruoli, e sono anche scritti sugli almanacchi: portiere, terzino destro, terzino sinistro, mediano (o anche centromediano, ma è roba di almeno 20 anni fa), stopper, libero, ala destra (poi tornante, per un po', o ala tornante), mezzala destra, centravanti, mezzala sinistra (spesso anche "regista"), ala sinistra. Poi tutto è cambiato, quando io in redazione dico "terzino", o "stopper", tutti mi guardano come se avessi usato parole quali "cervello elettronico" al posto di "computer". Solo il portiere rimane linguisticamente intatto, per ora. Il terzino, diminutivo col tempo divenuto spregiativo ("tersìn", si apostrofa a Venezia un giocatore un po' brocco, che tira male o sbaglia uno stop) è diventato un esterno; il mediano, lo stopper, il libero sono diventati indistintamente "centrali"; le ali diventano "esterni" pure loro: la confusione fra terzino e ala ribadisce in qualche modo la logica della zona moderna per cui la maggior parte delle squadre si concentrano in una guazza a centrocampo; e le mezze ali? Dipende: centrali pure loro, ma il numero dieci, un tempo mezzala sinistra, comunque il giocatore più fico è diventato "trequartista". Questa, fra le mortificazioni linguistiche del calcio moderno, mi sembra la più abietta. Il centravanti in teoria sopravvive, ma anche questo termine, per quanto storicamente eroico, sta soccombendo al suo iperonimo, la "punta" (prima punta e seconda punta) e di centravanti si parla molto raramente, ormai. Addio.
Sunday, April 06, 2003
Rieccoci: il Milan si arrende, scaglia uno a zero a Parma ed è fuori dal giro grosso, a -8 dalla Juve che ha vinto il derby col Torino, due a zero. Tutto ieri sera. Stavo qui in agenzia, e dovevo mandare via una pagina di giornale, per cui ho scritto al volo un commento a Juventus-Torino, e lo schiaffo qui sopra, per chi non abbia l'opportunità di leggere Il Cittadino di Siena.
Torino - La Juve vince due a zero con l’ultima in classifica e molto probabilmente, almeno per l’anno prossimo, si priva del derby. Il Torino con la sconfitta di oggi resta inchiodato all’ultimo posto, e le sette partite rimaste sembrano proprio poche per restare in A, anche per una squadra che, come il Toro di oggi, ha mostrato non solo coraggio, ma anche delle carte che avrebbe dovuto tirar fuori ben prima. Non contro la prima in classifica, e non in otto contro dieci. Eh sì, perché gli espulsi sono stati in tutto quattro: tre fra i granata, e le cose migliori il Torino le ha fatte vedere proprio con l’inferiorità numerica, creando addirittura una clamorosa occasione poco dopo la cacciata di Marinelli. Insomma, non è stato un giochetto, per la Juve, far fuori questo Torino, nonostante i bianconeri siano andati in vantaggio quasi subito grazie a un’autorete di Comotto al 6’. Il Torino tiene il campo, poi, verso la fine del primo tempo, Tudor e Lucarelli si azzuffano e De Santis li manda a casa tutti e due. Ma per i granata è solo l’inizio. Rientrati in campo decisi a dare battaglia perdono prima Mezzano, per doppia ammonizione, e poi Marinelli, che cede alla stizza e spintona l’arbitro. Poco più tardi il Torino ha l’occasione di un clamoroso pareggio: Fattori si trova solo davanti a Buffon, lo spiazza con una serie di finte, ma poi vince il panico, e Ferrara recupera e devia il tiro del possibile 1-1. Ci pensa Tacchinardi, poco dopo, a tranquillizzare col secondo gol una Juve che vince, sì, ma spaventata da un Torino che si appresta a salutare la serie A con un derby giocato per davvero col cuore. Juventus (4-3-1-2): Buffon; Tudor, Ferrara, Iuliano, Zambrotta; Camoranesi, Tacchinardi, Davids; Nedved (20’ pt Pessotto); Del Piero (29’ st Conte), Trezeguet (33’ pt Zalayeta). All. Lippi. Torino (3-5-1-1): Bucci; Galante (25’ st Sommese), Fattori, Mezzano; Comotto (32’ st Lucarelli), Vergassola, De Ascentis, Donati (20’ st Conticchio), Castellini; Marinelli; Ferrante. All. Zaccarelli. Arbitro: De Santis di Roma. Marcatori: 6’ pt Comotto aut., 43’ st Tacchinardi. Note: espulsi al 42’ pt Tudor (J) e Lucarelli (T), all’11’ st Mezzano (T), al 22’ st Marinelli (T) per aver spinto l’arbitro. Ci mancano gli ammoniti, che ho dovuto zaccagnare per fare entrare il commento in pagina, gli spettatori e le panchine: tutti elementi che come ormai sanno i miei lettori sono indispensabili in un tabellino che si rispetti. Stasera Inter-Roma, e se i giallorossi fanno il colpo grosso la Juve praticamente vincerà il campionato. Ma invece Inter-Roma, secondo me, finirà pari. La B ha ricominciato a giocare il sabato sera, e il Venezia, ahimè, non supera l'impatto e perde a Salerno. Ora mi prendo il tabellino di Sassuolo-Forlì, fra una ventina di minuti, e poi riparliamo, eh.
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