| Sotto il pallone |
|
Saturday, February 15, 2003
Ho avuto un'idea secondo me interessante, ieri sera, che putroppo non verrà mai messa in pratica. Non si vive di solo calcio (purtroppo). Siccome a livello internazionale si stanno scazzando per fare una guerra all'Iraq oppure no, la sera fanno trasmissioni, anche seguite dell'ordine di Porta a porta in cui ci sono cinque o sei cervelloni che stanno là a dire la loro su questioni che poi di fatto hanno un certo rilievo e su cui peraltro le opinioni espresse nei nostri dibattiti televisivi hanno un rilievo irrisorio, nel senso che Baget Bozzo e Ignazio La Russa si possono appiccicare in eterno ma è definitivo che Bush farà comunque quello che gli pare, che che se ne dica a Porta a porta. Anche ieri c'era una di queste trasmissioni, in cui un tizio con la barbetta cercava di stare appresso a un gruppetto di personaggi che stavano ad appiccicarsi l'un l'altro senza un ordine preciso e dicendo per lo più delle banalità imprescindibili ("Dobbiamo fermare Saddam"!; "L'Occidente è un paese libero"!!, e via così). Sarebbe spettacolare se una tantum, animatori e ospiti del Processo del lunedì, dell'Appello del martedì o di queste belle trasmissioni dove Mosca, Mughini, Menicucci, ecc. si aggrediscono allegramente a vicenda su argomenti che hanno il merito della futilità, si confrontassero su questioni di politica internazionale, o su problemi di attualità. Succede anche nel bar dello sport, no? Mi si dirà: ma non sono competenti. Ora, siccome il gradino di competenza che ho visto ieri sera mi sembra piuttosto misero, l'argomento dell'incompetenza non regge. E senz'altro sarebbe divertente sentire Mosca, Mughini, ecc. dire la loro! Veltroni, D'Alema, Rutelli, non vanno allo stadio? Non stanno sempre a dire quanto sono juventini, romanisti o laziali? E allora? Per cui ho inventato una trasmissione, che potrebbe chiamarsi Voce in capitolo o qualcosa del genere in cui Biscardi o chi per lui mette in onda la campana degli esperti di calcio su, per esempio, la guerra all'Iraq, o i magistrati, o la Costituzione e queste cose serie. Per quello che ho visto ieri sera, il dibattito non sarebbe meno banale.
Quant'è bello il calcio, alla fine... Lo capiscono tutti, anche messi a confronto con sottigliezze quali la regola del fuori gioco o la prova televisiva. In redazione, da me, nessuno dice mai una cosa banale, qualunque discorso si basa sulla competenza. Si parla di calcio, è vero, l'argomento può essere giudicato accademico. Ma almeno chi parla di una cosa la conosce perché l'ha vista, perché veramente gli interessa, conosce il fatto suo, e dice cose vere, e non riportate dal telegiornale ("Saddam è un criminale"... "Bisogna fermarlo": vero o no che sia una guerra marca sempre e comunque il fallimento e il naufragio di un sistema politico). Wednesday, February 12, 2003
Oggi Italia-Portogallo: daie! Vogliamo dire una cosa? Vogliamo dirla? La Nazionale è un po' squallida. Non questa Nazionale in particolare, e neanche la Nazionale di calcio, e neanche i giocatori presi uno per uno e neanche - mi voglio rovinare - Trapattoni. No. È il tipo di retorica che orbita intorno agli azzurri che è proprio una cosa triste e ammuffita. E come la muffa il tifo ammuffito per il calcio si appiccica a tutto… "Daie Idalia. Semo i mejo". Questa cifra accompagna i commenti di giornali e telegiornali in tutti i campi dell'attualità e della cultura. Nomination all'Oscar, per esempio: la notizia strascicata diventa "Los Angeles boicotta l'Idalia". Non è una notizia, ma non solo, il piagnisteo per l'Italia finisce con l'annebbiare eventi che di per sé stessi sono interessanti: a parte gli Oscar, che ne so, il Nobel, la Cee, e tutta 'sta roba qua. Però ho anche avvertito sentimenti di europeità, ultimamente, prima o poi leggeremo "Forza Europa", da qualche parte. Gli italiani… L'inno nazionale… Camoranesi… Tutto un po' moscio. C'è chi potrebbe sorprendersi, chiedersi "ma perché questa persona fa il giornalista sportivo?". Ci sono varie ragioni. Anzi: inauguro una rubrica.
Perché faccio il giornalista sportivo - 1 Bisogna vivere di qualcosa, e già basterebbe questo. Ma non voglio banalizzare così tanto. La prima ragione non c'è: mi ci sono trovato. E il fatto è che se la montagna non va da Maometto, Maometto, si sa, va alla montagna. Guardatevi intorno, e considerate le chiacchiere di sport quanta parte hanno nell'universo di chiacchiere che vi circonda. Tanta, no? E' più facile per un uomo finire a fare il giornalista sportivo. Non c'è concorrenza femminile, e a "Repubblica" sanno di cosa parlo. Faccio il giornalista sportivo perché nella redazione dove lavoro c'era bisogno di me.-Fine prima puntata - continua Monday, February 10, 2003
Rassegna stampa. Domani gioca la Nazionale, contro il Portogallo, partita amichevole. I nostri fuoriclasse quotati non la pensano proprio, la Nazionale: s'è visto ai Mondiali quando Vieri, Del Piero e Totti avevano una prescia tale di tornare all'amatriciana e alle spiaggette che se non ci avesse pensato la Corea a sbatterci fuori ci sarebbero tornati in macchina per conto loro, nel natio borgo selvaggio. È che tutti giocano troppo, no? Compresa la Nazionale: la settimana prima delle amichevoli scatta il turn over, e di volta in volta si fanno male tutti i pezzi grossi. Diciamola tutta: pur di non rischiare che si vadano a far azzoppare da un turco o da un islandese, i nosri club preferiscono far saltare ai probabili convocati la partita di campionato ("Sta male, lo vedete?") e così l'Italia se la guardano in televisione.
Ma c'è un'altra cosa. I giocatori più amati dalle folle, in azzurro, non provenivano dalle squadre grosse. Juve, Inter, Milan, la stessa Roma, hanno troppi nemici, fra i tifosi sparsi per l'Italia, perché questi ultimi possano apprezzare, nell'Italia, gente che il giorno prima deprecavano. Che significa? Significa che i più amati dagli italiani provengono da piccole squadre innocenti, questo li rende adorabili, più che la loro facilità ad andare in gol o la destrezza nel palleggio. A fronte dei Totti, dei Vieri e dei Del Pieri, su cui alla fine cade una certa freddezza del pubblico generalista del bar sport, abbiamo eroi per davvero trasversali, entrati nel cuore dei tifosi quando stavano al Cagliari (Gigi Riva) alla Fiorentina (Baggio, ab ovo), al Lanerossi Vicenza (Pablito). Per questo Miccoli ha le carte giuste per trovare l'amore di tutta Italia, ora che gioca nel Perugia, come è spiegato bene in un articolo uscito questa mattina sul "Cittadino" di Siena, a firma, vedi un po', di Francesco Zardo. Nazionale, tutti pazzi per Miccoli ROMA - “Ahi serva Italia, di dolore ostello…” Questo verso del Purgatorio di Dante sembra composto per la Nazionale di Trapattoni che domani sera (20.45) a Genova, si scontra col Portogallo in un’amichevole che la vede orfana di tutti i suoi pezzi da novanta, infortunati o acciaccati, comunque indisponibili: un “ostello”, cioè un ricettacolo di dolori, insomma. Facendo il confronto con la Nazionale che sei mesi fa andava in Corea ci sono dodici persone nuove, convocate dal Trap. Evviva le novità: Miccoli, Camoranesi e per ultimo Corradi. Domenica il perugino, con un gol capolavoro, ha castigato anche il Milan, lanciando l’Inter (che ha vinto 3-0 con la Reggina) da sola in cima alla classifica. Ma chissà se il nostro ct avrebbe avuto la spregiudicatezza di convocare (e com’è probabile mettere in campo) l’enfant prodige se avesse potuto scegliere qualcuno dei tanti “numeri 10” che passeranno la sera di Italia-Portogallo davanti alla Tv, e magari la settimana insieme al fisioterapista. All’ecatombe di attaccanti e mezze punte che ha reso indisponibili negli scorsi giorni Totti e Del Piero si è aggiunto domenica l’infortunio di Vieri. Il capocannoniere del campionato ha rimediato una contusione al ginocchio destro, dopo aver segnato il primo gol alla Reggina: niente di grave, sembra, ma Bobo resta a casa. Al suo posto è stato chiamato al battesimo azzurro Bernardo Corradi. Era dai tempi di Bellugi che non andava in Nazionale un giocatore nato a Siena. «Non sto nella pelle - ha detto l’attaccante della Lazio - ancora non ci credo: forse è un sogno. Mi impegnerò fino allo stremo per dimostrare di essere degno della maglia azzurra». Eh sì, la prima volta dicono tutti così. Anche Totti, Del Piero, Vieri… Anche Baggio, che al momento sta benissimo, ma domani non ci sarà per raggiunti limiti di età: a 36 anni suonati Roby continua a far faville nel Brescia, e nei bar dello sport di tutta Italia continua il sogno di un fuoriclasse di eterna durata anche per la Nazionale. Ma non solo al bar: anche il suo allenatore Mazzone, a Brescia, voleva spedirlo a Genova: «Poteva giocare 45 minuti - ha detto il tecnico - io lo convocherei sempre». Curiosa controtendenza, quella di Mazzone: tanti suoi colleghi chissà che darebbero perché i loro pezzi grossi non venissero convocati mai o quasi. La polemica non è nuova: il rischio che uno dei suoi gioielli si faccia male in Nazionale fa sudare freddo ogni presidente. Per un’amichevole, poi, non ne parliamo. Non è detto che Moratti, appreso che l’infortunio di Vieri non era gravissimo, non si sia sentito sollevato, dopo tutto. Niente Portogallo, nessun rischio, anche se è il Portogallo stesso a costare sospiri a Inter, Milan e Lazio: fra i Portoghesi, infatti, ci saranno Sergio Conceiçao, Rui Costa e Fernando Couto. Almeno giocano a Genova, e non in Cina come Rivaldo, che in questi giorni fa bisticciare Milan e Brasile. E poi il Portogallo, paese ospitante degli Europei, e quindi già qualificato, non farà che amichevoli fino al 2004: impegno leggero. Diversi i problemi di Trapattoni, che non solo deve ancora qualificarsi, ma deve farlo anche in salita, e soprattutto dare struttura a un gruppo che ancora non c’è. Chissà che il Trap non finisca per stufarsi delle resistenze dei grandi club e degli infortuni delle loro superstar, e farsi una domanda grossa: meglio Miccoli o Del Piero? Meglio Vieri o Corradi, per giocare domani contro il Portogallo, e soprattutto per arrivare in Portogallo nel 2004? Nei bar dello sport, quelli dove il poster di Baggio in azzurro è destinato a restare sul muro a lungo, vicino adAntognoni, Tardelli o Gigi Riva, ieri mattina tutti parlavano del ragazzino terribile che ha fatto commuovere Gaucci e quest’anno ha fatto gol non solo al Milan, ma anche alla Juve di Del Piero (che Miccoli ha castigato tre volte, di cui due al Delle Alpi, nella doppia semifinale di Coppa Italia) e alla Roma di Totti (l’11 novembre scorso, 2-2 all’Olimpico, suo il secondo gol del Perugia). «Sono emozionatissimo, stanotte non ho dormito - ha detto ieri al suo arrivo a Genova l’attaccante del Perugia - Mi basterebbe giocare anche cinque minuti». Ma il Trap ha altri piani: domani due Italie hanno bisogno di gol spettacolari e di ragazzini prodigio. Ne ha bisogno l’Italia di Trapattoni, certo, e ne ha bisogno da un pezzo, ormai. Ma soprattutto ne ha bisogno quell’Italia dei bar dello sport, ancora in cerca, evidentemente, del suo nuovo Baggio da appendere sul muro. Sunday, February 09, 2003
Il Milan perde a Perugia, l'Inter vince in casa con la Reggina, prima a 45, Livorno e... Ma il Venezia ha vinto! Fatta secca la Triestina uno a zero al 92', si va avanti, forza, è la terza di seguito: la prossima c'è il derby col Verona. Da qui fino a sabato-domenica prossima le redazioni sportive ripiombano nel grigiore che porta a espandere fino a nove colonne fatti nel migliore dei casi irrilevanti, nel peggiore dei casi inventati. Mi correggo: il calcio piomba nel grigiore: di fatto in questo momento c'è anche lo sci, il tennis, fra un po' la formula uno per chi vuole, e poi tanti altri sport tipo basket, pallavolo e, non so per quale motivo, una sorta di hockey su prato indoor (cioè dentro un palazzetto) e su campo ridotto che passa di questi tempi nelle Tv della redazione. E altro. Ora scrivo di nascosto mentre c'è Bologna-Atalanta e sono prigioniero qui fino almeno alle 22.30 per oscure strategie gerarchiche che qui mi condannano ormai ogni domenica. Metto di contrabbando il tabellino di Venezia-Triestina, va', in segno di esultanza:
Venezia-Triestina 1-0 Venezia (4-4-2): Soviero; Adami, Calori, Gargo, Maldonado; Rossi, Andersson, Brncic, Manetti; Fantini (43' st Sanchez), Paulo Costa (21' st Poggi). A disp. Frezzolini, Orfei, Cinetto, Guerra, Soligo. All. Bellotto Triestina (4-3-3): Pagotto; Bega, Medri, Bacis, Parisi; Gentile (22' st Boscolo), Masolini (39' st Budel), Delnevo; Zanini, Beretta (16' st Baù), Fava. A disp. Pinzan, Venturelli, Carbone, De Poli. All. Rossi Arbitro: Bertini di Arezzo Marcatori: 47' st Rossi Note: ammoniti Zanini, Andersson, Soviero. Recupero: 1' pt e 4' st. Spettatori 5.031 per un incasso comlessivo di euro 60.333,33 (paganti 4.211 per un incasso di euro 53.071; abbonati 820 per una quota-partita di euro 7.262,33). E su! Avanti così. Ma non c'è solo il calcio, dicevo. Alle mie spalle (e sto spiando) la Serena Williams si sta lavorando in terra parigina la Mauresmo... Macché. Mi ero girato un attimo, giuro, ed era appena iniziato il secondo set. Mi rigiro, e Serena ha già fatto secca la francese, in un lampo vince il torneo parigino, gli Open Gaz de France, e becca 93.000 dollari, giusto mentre io stavo copiando un tabellino di serie C a pochi dollari, maledetti, e soprattutto dopo, a fine mese, quando invece l'assegno per Serena sta dentro la coppetta, e se ne va dritto domani mattina nel suo libretto di risparmio.
Terza di ritorno, sia in A che in B. Il mio Venezia (per coquetterie e storia famigliare sono del Venezia) ospita la Triestina, pirma in classifica. In serie A c'è Perugia-Milan, io devo seguire Livorno-Verona (sempre serie B). Quest'ultimo scontro condensa nelle curve tifosi rossi da una parte (Livorno, ma anche Salernitana e Ternana) e tifosi neri (Verona, ma anche Lazio e Inter) dall'altra. La serie B è più interessante: è un campionato corto e vivace, quando invece quello di serie A è più scontato, soffocato dalle chiacchiere, dalle polemiche, dalla televisione. Seguire Livorno-Verona, per me, significa telefonare tre o quattro volte al corrispondente e farmi dettare formazioni, risultato, marcatori, ecc. Ecco il tipico "tabellino" di una partita di serie B (prendiamo a esempio Venezia-Cagliari della prima di Ritorno):
Venezia-Cagliari 3-0 Venezia (4-4-2): Soviero; Adami, Calori, Gargo (25' st Orfei), Maldonado; Rossi, Anderson, Brncic, Manetti (28' st Soligo); Fantini, Poggi (12' st Paulo Costa). A disp. Frezzolini, Firmani, Cinetto, Guerra. All. Bellotto Cagliari (3-5-2): Mancini; Lopez, Grassadonia, Loria (28' st Di Fabio); Esposito, Pinna, Carrus, Capone, Manighetti (1' st Lucenti); Bucchi, Suazo (35' pt Langella) . A disp. Capello, Abeijon, Cammarata, Melis. All. Ventura Arbitro: Cannella di Palermo Marcatori: 21' pt Fantini, 32' pt aut. Grassadonia (C), 40' pt Maldonado Note: ammoniti Manetti, Paulo Costa, Pinna, Lopez, Bucchi. Recupero 4' pt e 4' st. Spett. 1964 per un incasso di 21.727,33 euro (paganti 1144 per un incasso ai botteghini di euro 14.465; abbonati 820 per una quota partita 7.262,33). Per dire. Le regole del tabellino, nell'agenzia dove lavoro, includono i recuperi, ammoniti ed espulsi, spettatori e incassi, mentre escludono il conto dei calci d'angolo e il numero del giocatore. I minuti di recupero sono il dato che i corrispondenti tendono a dimenticare più spesso, quando mandano i tabellini già scritti per fax o per e-mail. A quel punto il redattore (per es. io) dovrebbe richiamare per farsi dare il recupero. Siccome i tabellini sono tanti, perché tutti noi ne facciamo anche di C1 e C2 in alcuni casi il redattore non telefona e si inventa i recuperi: l'accoppiata classica è 1' pt e 3' st. Meglio non abusarne, tuttavia, il caporedattore dopo un po' potrebbe accorgersi che state cazzarando, quindi meglio usare delle variazioni (2' pt e 2' st, p. es.). Se proprio siete in difficoltà e non volete sospetti potete usare delle combinazioni blindate, talmente improbabili che il caporedattore non si insospettirà mai (3' pt e 1' st, per dire, ma anche 0' pt e 4' st; nessuno, che io sappia, ha ancora osato 0' pt e 0' st) ma quelle improbabili attirano l'attenzione: passano, ma non si possono usare due volte, se no il severo caporedattore vi sgama, e sono cazzi vostri. Alla fine del primo tempo, oggi, il Perugia vince, Livorno e Verona stanno uno a uno e il Venezia è sullo zero a zero.
|